Festa della Costituzione! 3 giorni di offerte

 

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Abbiamo deciso nel nostro piccolo di festeggiare… un risultato referendario che ha salvaguardato la nostra Costituzione da modifiche che giudicavamo del tutto inappropriate. Vogliamo condividere con voi la nostra gioia offrendovi un vantaggio concreto! E allora:

  • chiunque tra oggi e venerdì (compreso) prenoterà un appuntamento per una consulenza in studio, risparmierà €40 sul suo normale costo (€90 anziché €130)!
  • chiunque tra oggi e venerdì (compreso) prenoterà un appuntamento in cui ci affiderà l’incarico per una separazione (o un divorzio) con noi, risparmierà €200 sul normale costo della procedura (di qualunque tipo: consensuale – giudiziale – negoziazione assistita)!

L’appuntamento (che potrà fissarsi anche per un giorno successivo al termine dell’offerta) va prenotato improrogabilmente in questi quattro giorni, per telefono (0656320610, nel fine settimana lasciate un messaggio con cognome e num. di telefono citando il black friday), tramite messaggio alla nostra  pagina Facebook, via mail  oppure prendendo contatto dal sito.

Sconto valido per incontri in studio, via telefono o via skype!

Un’occasione da non perdere (non ricapiterà tanto presto…); vi aspettiamo!

Quanto tempo ci vorrà per risolvere il mio problema?

p1020014La domanda che ciascuno in cuor suo si pone quando si rivolge all’avvocato divorzista per intraprendere una separazione è: “Quanto ci vorrà per risolvere il mio problema?”

Decidere di avviare una separazione è scelta tutt’altro che semplice o improvvisata; e spesso infatti si finisce per attendere mesi (o addirittura in qualche caso anni) prima di decidersi a contattare un legale, accumulando nel frattempo un lungo periodo di sofferenza e ansia.

Così, quando finalmente ci si decide a prendere un’iniziativa in tal senso, si spera -certo irrazionalmente- di vedere subito magicamente risolti tutti i propri problemi.

La realtà, come è facile immaginare, è assai diversa; l’avvocato che viene contattato avrà infatti bisogno innanzitutto di conoscere in modo approfondito la vicenda umana del proprio assistito e di analizzare in modo serio le condizioni personali ed economiche di tutta la famiglia interessata; contatterà poi l’altro coniuge, dando avvio a una fase di trattativa e di dialogo che spesso implica il coinvolgimento di un avvocato di fiducia di quest’ultimo e via dicendo.

La persona che ha deciso di separarsi per forza di cose in questa fase deve… pazientare, sapendo che il tempo oggi “investito” nel dialogo gestito dal proprio avvocato matrimonialista potrà tradursi in un accordo che eviterà a entrambi i coniugi un giudizio di separazione assai lungo e faticoso (oltre che costoso). E guardarsi dal sommare a questo tempo riservato al dialogo e alla trattativa tutto il periodo in cui si è invece preferito attendere prima di dare avvio a questo confronto.

Quando finalmente ci si decide a prendere un’iniziativa in tal senso, si spera -certo irrazionalmente- di vedere quasi… magicamente risolti subito tutti i propri problemi.

Un avvocato che pratica abitualmente il diritto di famiglia conosce bene lo stato d’animo dei propri assistiti ed eviterà di protrarre inutilmente questa fase iniziale quand’essa non si riveli produttiva; tentare di porlo sotto pressione solo per dare sfogo alle proprie tensioni non avrà altro risultato che quello di farlo lavorare peggio.

Ai nostri assistiti del resto diciamo sempre di non sentirsi ossessionati (nei limiti del possibile) da questo tipo di questioni, perché avendone affidato la cura a un professionista esperto possono lasciarne a lui la cura e il peso, nella consapevolezza di aver comunque finalmente cominciato a risolvere il loro problema.

😉

[Stai pensando di separarti o di divorziare? Ti consigliamo senz’altro di contattarci (tramite il sito, o chiamando lo 0656320610, o ancora tramite mail: info@spinozziecalanna.it o la nostra pagina Facebook). ]

Da oggi attivo anche il nostro servizio pos – una comodità in più!

5c73a104893a40d2bf11ea1a1d71561a-refer_a_friend_img_pngVa bene, è una piccola cosa; ma abbiamo visto che era un servizio utile per i nostri assistiti (e anzi ormai veniva richiesto apertamente), sicché ci siamo organizzati per agevolarli, attivando da oggi presso la nostra sede un servizio pos  che permette di utilizzare tutte le principali carte di credito e debito, senza costi aggiuntivi per i nostri clienti.

E’ una comodità in più, che tuttavia… molti studi legali ancora non offrono 😉 .

[Il servizio accetta carte di credito e Bancomat con il logo Maestro, VPay, Mastercard, Visa e American Express.]

 

PS – Come sa chi ha un’attività commerciale o uno studio professionale, ottenere un servizio pos dalla propria banca è cosa tutt’altro che rapida; è poi scelta sicuramente antieconomica, se non si ha un volume elevato di transazioni giornaliere (cosa per che un avvocato, anche solo in ragione della durata dei suoi incontri in studio,  è impossibile ipotizzare).

Noi allora abbiamo scelto di affidarci a sumup,  che fornisce un lettore pos da collegare al proprio smartphone (e dunque è trasportabile ovunque) e permette di pagare (commissioni limitate) per il servizio solo quando effettivamente viene adoperato.

[Chiunque fosse interessato ad acquistarlo per la propria attività può sfruttare questo link]

 

A scuola entrambi i genitori hanno pari diritti!

Interviemiur sede_trasteverene anche il Ministero dell’Istruzione per incoraggiare, favorire e garantire l’esercizio del diritto/ dovere del genitore separato o divorziato o non più convivente, anche se non affidatario e/o non collocatario, (articoli 155 e 317 e.e.), di vigilare sull’istruzione ed educazione dei figli e conseguentemente di facilitare agli stessi l’accesso alla documentazione scolastica e alle informazioni relative alle attività scolastiche ed extrascolastiche previste dalla scuola.

Lo fa con un’interessante Circolare, che vi alleghiamo per ogni vostra necessità di “dialogo” con la scuola di vostro figlio/a (non è detto che tutti gli Istituti… abbiano già fatto i compiti a casa 😉  ), in cui prevede che si debbano tenere informati entrambi i genitori e garantire loro il dialogo cogli insegnanti, addirittura anche per i genitori residenti in altra città.

Anche da questo si vede come la filosofia dell’affidamento condiviso e il rispetto di ciò che (con orribile termine) si chiama la”bigenitorialità” stiano diventando ormai patrimonio culturale diffuso.

Per fortuna.

Circolare MIUR partecipazione genitori separati

 

La separazione? Esiste (quasi) solo da noi.

 

Un interessante articolo sul sito dell’ANSA ribadisce quanto sia ‘anomalo’ rispetto al resto d’Europa il nostro iter processuale in materia di crisi del matrimonio.

E una efficace mappa mostra come In buona sostanza solo in Italia, Polonia, Malta e Irlanda del Nord la separazione rappresenti un passaggio obbligato per potersi poi divorziare.

Davvero non si capisce perché la coppia in crisi debba sobbarcarsi un doppio estenuante processo (con ingenti oneri non solo economici ma anche -e forse soprattutto- personali) per poter porre fine formalmente a una  vicenda umana e sentimentale conclusa invece ormai da tempo.

Non ci crederete, ma queste norme non piacciono nemmeno agli avvocati… non a quelli del nostro studio, almeno.

 

 

 

SEPARAZIONE VELOCE E DIVORZIO VELOCE: CON NOI SUBITO!

items_storia_m[1]Grazie all’avvenuta pubblicazione in G.U., è’ finalmente entrato in vigore il decreto giustizia come modificato dalle Camere, che prevede tra l’altro le nuove procedure cd. di ‘divorzio veloce’ e ‘separazione veloce’.

DA OGGI DUNQUE POSSIAMO CONSENTIRE A TUTTI,

ANCHE ALLE COPPIE CON FIGLI , DI:

SEPARARSI / DIVORZIARE / MODIFICARE LE CONDIZIONI DI SEPARAZIONE O DIVORZIO

DIRETTAMENTE NEL NOSTRO STUDIO, SENZA DOVER ANDARE IN TRIBUNALE E SENZA PIU’ TUTTI QUEI MESI D’INUTILE ATTESA E SOFFERENZA ai quali costringeva la vecchia procedura giudiziaria.
SIAMO GIA’ OPERATIVI (e in effetti le richieste d’appuntamento in queste ore si moltiplicano).

Se avete questa esigenza dunque VI CONSIGLIAMO DI CONTATTARCI SUBITO (tramite questa pagina facebook, o chiamando lo 0656320610, o ancora tramite mail: info@spinozziecalanna.it ), chiedendo espressamente di voler utilizzare questo nuovo procedimento d’immediata efficacia!
VI CONSIGLIAMO DI CONTATTARCI SUBITO (tramite il sito, o chiamando lo 0656320610, o ancora tramite mail: info@spinozziecalanna.it ), chiedendo espressamente di voler utilizzare questo nuovo procedimento d’immediata efficacia.
A questo link c’è la possibilità di scaricare la gazzetta ufficiale col testo definitivo (che risulta assai “tecnico” per i non addetti ai lavori) – il testo coordinato parte a pag.101.

NULLITA’ DEL MATRIMONIO, FINALMENTE UNO STOP ALLA SACRA ROTA

Avvocato, ho sentito dire che rivolgendosi alla sacra rota mia moglie non prenderà gli alimenti, possiamo farlo anche noi?”

La domanda (quasi sempre in questi termini espliciti) ci viene rivolta spesso, da mariti (o anche da mogli, nell’ultimo periodo) all’affannosa ricerca di sistemi più o meno tortuosi per evitarsi di corrispondere somme al non più amato coniuge.

Intanto, diciamo che è una filosofia che comprendiamo ma non condividiamo; qui come in altri settori non c’è da essere più o meno ‘furbi’, semplicemente c’è da far valere i propri diritti in un senso o nell’altro (e dunque non pagare se all’altro per legge non spetta; pagare solo il giusto, qualora si sia tenuti). Le norme in materia, se ben applicate, assicurano giustizia.

Tornando al nostro argomento: effettivamente –almeno fino a ieri- uno dei più praticati stratagemmi per evitare di dover corrispondere alimenti al coniuge in caso di separazione era quello di rivolgersi ai tribunali ecclesiastici per ottenere una pronuncia di nullità del matrimonio.

Non stiamo parlando dei pochissimi casi in cui a muovere gli interessati è un reale insopprimibile bisogno di porre nel nulla un sacramento per fondati motivi squisitamente religiosi; quello che interessa qui è il caso -purtroppo assai diffuso- del marito (o in qualche caso della moglie) che si rivolge alla Rota romana (questo il nome corretto) per far dichiarare la nullità del proprio matrimonio per motivi d’interesse economico.

A i non addetti ai lavori questa distinzione tra nullità ecclesiastica e divorzio civile sfugge, perché nella sostanza si ha sempre la fine del vincolo matrimoniale a suo tempo contratto in chiesa.

Se nessun matrimonio vi è stato allora non spettano gli aiuti economici che dal matrimonio traggano origine; dunque niente assegno di separazione e nemmeno di divorzio.

Gli effetti dell’una e dell’altra pronuncia però sono ben diversi; o almeno lo sono stati fino a pochi giorni fa.

Una sentenza di nullità ecclesiastica (poi recepita nel nostro ordinamento con una sentenza di delibazione, in pratica poco più di un controllo formale) fa cadere il vincolo del matrimonio dall’origine; in pratica è come se un matrimonio non ci fosse mai stato. 

Dal punto di vista degli alimenti e del mantenimento questo ha conseguenze drammatiche per il coniuge svantaggiato che secondo la legge italiana avrebbe diritto a un assegno di mantenimento, perché se nessun matrimonio vi è stato allora non spettano gli aiuti economici che dal matrimonio traggano origine; dunque niente assegno di separazione e nemmeno di divorzio, salve poche eccezioni (limitate nel tempo e comunque nella casistica) di cui faremo a meno di accennare.

Nella pratica ci si trovava dunque a dover fronteggiare, nel corso di un procedimento civile italiano, la concreta minaccia che tutto venisse posto nel nulla a causa di una sentenza “straniera”, pronunciata da un tribunale assai diverso da quelli che conosciamo, per di più basata su criteri di giudizio spesso assai diversi e distanti da quelli della legge italiana.

Da oggi non è più così.

Le sezioni unite della corte di Cassazione, infatti, con una sentenza (16379/14) che sicuramente farà epoca e solleverà proteste degne di miglior causa, hanno finalmente sancito in modo chiaro e inequivocabile il principio per cui

Ora le pronunce di nullità del matrimonio dei tribunali ecclesiastici non potranno più avere alcun effetto per la legge italiana nel caso di matrimoni in cui vi sia stata convivenza effettiva per almeno tre anni.

le pronunce di nullità del matrimonio dei tribunali ecclesiastici non potranno più avere alcun effetto per la legge italiana nel caso di matrimoni in cui vi sia stata convivenza effettiva per almeno tre anni. Lo impedisce innanzitutto la nostra Costituzione.

Finalmente dunque la tutela dei diritti e delle rispettive ragioni dei coniugi torna ad essere oggetto di esame e decisione pressoché esclusivi del giudice civile italiano, secondo le leggi laiche del nostro ordinamento e con tutte le garanzie che le nostre norme assicurano in modo lodevole al coniuge svantaggiato separato o divorziato.

Attenti però; il vostro avvocato dovrà opporsi tempestivamente e nel modo tecnicamente corretto alla sentenza ecclesiastica, altrimenti il giudice non potrà di sua iniziativa rifiutarsi di accettare la sentenza ecclesiastica e anzi dovrà necessariamente applicarla.

Ancora un buon motivo per scegliersi un ottimo avvocato matrimonialista.

Stai pensando di separarti? 

Se hai maturato già l’idea (o anche solo se ti serve una consulenza riservata di orientamento), contàttaci ora (dal sito, via mail o chiamando lo 0656320610).

Ti aspettiamo per tutelarti al massimo.

 

 

 

 

 

 

 

L’immagine: “GVasiCancelleriaengr”. Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons

 

 

L’errore peggiore? Rimandare una decisione.

A essere indecisi sul da farsi -e a rimandare una scelta personale o lavorativa- sono spesso i nostri assistiti; e ciò anche quando in cuor loro sanno bene quale sia la via da prendere.
Anche noi avvocati del resto, nella nostra vita oltre il lavoro, commettiamo spesso lo stesso errore.
Rinviare una decisione importante è comodo, nell’immediato. Ma assai dannoso, in prospettiva.
E il tempo è in assoluto il nostro bene più prezioso, come suggeriva Seneca in questa indimenticabile lettera che v’invitiamo a leggere (e che noi non ci stanchiamo di rileggere).

422px-Seneca2[1]IL TEMPO; USARLO, PERCHÉ AD OGNI ISTANTE SI MUORE.

(Seneca, Lettere Morali a Lucilio, Libro Primo, 1)

 Seneca saluta il suo Lucilio.

1. Fai così, o mio Lucilio: renditi padrone di te stesso e il tempo che finora ti era portato via con la forza o sottratto con la frode o che ti sfuggiva di mano raccoglilo e conservalo. Persuaditi, succede proprio come ti scrivo: certi momenti ci sono tolti con brutalità, altri presi subdolamente, altri ancora si disperdono. Però lo spreco più vergognoso è quello provocato dall’incuria. E se avrai la compiacenza di prestare attenzione, bada: la maggior parte della vita se ne va mentre operiamo malamente, una porzione notevole mentre non facciamo nulla, tutta quanta la vita mentre siamo occupati in cose che non ci riguardano.

2. Mi indicherai un uomo che attribuisca un valore effettivo al tempo, che sappia soppesare ogni giornata, che si renda conto di morire ogni giorno? Sbagliamo, infatti, in questo: che ravvisiamo la morte innanzi a noi; ebbene: una gran parte della morte appartiene già al passato. Tutto ciò che della nostra esistenza è dietro di noi, la morte lo tiene saldamente. Fai dunque, o mio Lucilio, quel che mi scrivi che fai: tienti strette tutte le tue ore, così avverrà che dipenderai meno dal domani. Mentre si differiscono gli impegni, la vita ci passa davanti.

3. Tutto, o Lucilio, è al di fuori dell’uomo: solo il tempo è nostro; di quest’unico bene lubrico e fugace la natura ci ha affidato il possesso e ne può escludere chi vuole. E poi, osserva come è grande la follia dei mortali: tollerano che siano loro rinfacciati come un debito, quando li abbiano ottenuti, i doni più insignificanti, di pochissimo valore e comunque rimpiazzabili; nessuno, invece, si considera debitore di qualcosa, se ha ricevuto un po’ di tempo; eppure questo è l’unico bene che nemmeno una persona riconoscente può restituire.

4. Forse chiederai che cosa faccio io che ti impartisco tali insegnamenti. Lo confesserò candidamente: proprio quello che succede a un uomo amante del lusso, ma scrupoloso: tengo alla perfezione il registro delle spese. Non ho il diritto di affermare che non sperpero nemmeno un poco di tempo, ma dirò quanto ne perdo e perché e in che modo; così renderò ragione della mia povertà. Del resto, mi capita ciò che succede alla maggior parte delle persone in miseria per colpa loro: tutti sono comprensivi, nessuno, però, viene ad aiutarle.

5. E allora? Non considero un poveraccio chi si accontenta di quel poco – non importa quanto – che gli è rimasto. Preferisco tuttavia che tu tenga in serbo le tue risorse e comincerai a farlo nel momento opportuno.

Infatti, come giustamente vedevano i nostri vecchi, è troppo tardi risparmiare quando si è giunti in fondo al vaso, perché ciò che rimane è davvero poca cosa e, per giunta, la peggiore.

 

Stammi bene.

 

 

 

 

 

 

Si riparte!

Eccoci tornati!

Terminata la meritata pausa estiva, siamo di nuovo pienamente operativi e… a tua disposizione.

Se hai bisogno di noi, contàttaci ora (dal sito, via mail o chiamando 0656320610) per riservare una consulenza professionale, dedicata solo a te: in un incontro riservato presso il nostro studio potrai raccontarci la tua vicenda e ricevere un’approfondita analisi del tuo caso.

Chiarirai con noi in modo completo i tuoi dubbi e ti daremo anche sicure indicazioni pratiche sulle cose da fare (e non fare!) per tutelare al massimo i tuoi diritti.

Al termine di questo incontro, di sicuro avrai le idee chiare sul tuo caso e potrai meglio valutare il da farsi.