CHE FINE HA FATTO L’ASSEGNO DI DIVORZIO?

CHE FINE HA FATTO L’ASSEGNO DI DIVORZIO?
Il caso Berlusconi e… noi poveri mortali

Curiosi in merito alla nuova normativa in tema di assegno di divorzio, che avete sentito applicare nel caso Berlusconi – Lario? Non vi lasciate sfuggire allora il video appena pubblicato su facebook (avete già regalato un “mi piace” alla nostra pagina FB?) che spiega con parole chiare… cosa vi aspetta!
E mi raccomando, scriveteci qui (o su facebook) cosa ne pensate e quali altri temi vorreste vedere trattati nelle prossime dirette video!

Hai deciso di separarti o di divorziare?
Possiamo aiutarti ad arrivarci in tempi brevi e con regole complete ed equilibrate, per permetterti di ricominciare subito a vivere come vorresti e meriti.
Chiàmaci o scrivici ora  (dal sito, da Facebook, via mail o chiamando 0656320610 e lasciando un messaggio).

Siamo qui per questo.   🙂

Separarsi in estate.

L’estate è il periodo dell’anno in cui più spesso, fatalmente, si considera l’idea di separarsi.

A scatenare questi pensieri può essere la più banale discussione sui bagagli per le vacanze, o l’ennesimo dibattito sui suoceri… ma ovviamente le ragioni del disagio sono ben più profonde; e ritornano tutte prepotentemente in primo piano nel momento in cui si può (o si deve) trascorrere più tempo colla famiglia e col consorte.

Non è certo l’avvocato a poterti dire (o imporre) di separarti; a questo tipo di scelta tutt’altro che leggera devi arrivare attraverso un percorso personale di riflessione e di raggiunta consapevolezza, che ti porti a capire se davvero tu non abbia più voglia o possibilità di proseguire la vita in comune.

Ciò che spinge al grande passo è l’assoluta necessità di (“mettere in pausa” o)porre fine a una relazione che ormai non va più e ci logora senza darci nulla in cambio; quando si avverte come insopprimibile il bisogno di ritrovare se stessi e come non più rimandabile l’esigenza di… riprendere fiato, il momento di separarsi è arrivato.

Molti, pur volendosi separare, sono comprensibilmente spaventati dal “dopo”; soprattutto se il legame di coppia è durato anni, sembra quasi impossibile ridisegnare un proprio percorso di vita che non preveda più la presenza (e la convivenza) dell’altra persona con cui tanto abbiamo condiviso. E c’è anche la paura che i nostri figli  ne abbiano a soffrire.

Quello che possiamo dirti è che –se questa decisione è stata presa-  non ne devi avere paura.

La tua non sarà certo la prima (né l’ultima) separazione al mondo; sappi che la durata media del matrimonio in Italia è di quindici anni, e se consideri che a far media sono anche le tante coppie di settantenni e ottantenni ancora insieme dopo decenni… comprenderai facilmente come per chi ha cinquant’anni o meno la durata media del legame coniugale sia assai più bassa.

 

La separazione poi non va assolutamente vista come un “fallimento”, e non cancella quel che di buono c’è stato nella precedente vita a due: quel che semplicemente accade è che,  dopo aver fatto un (breve o lungo) tratto di strada insieme, si prosegue ognuno per la propria via.

Restano i ricordi, anche belli (e meno si litigherà in fase di separazione, più essi rimarranno intatti come nostro personalissimo patrimonio); e restano –ma c’è bisogno di ricordarlo? – i figli, per i quali i genitori anche separati restano assolutamente tali e verso i quali continuerai a dedicare ogni attenzione.

Un tempo si riteneva, sbagliando, che i figli soffrissero per la separazione; e ancora oggi ne sentiamo parecchi, di genitori che ‘restano insieme per i figli’; gli studi più aggiornati in materia, invece, ci dicono che i figli soffrono molto di più nel convivere con genitori che litigano di continuo o si trattano con freddezza, mentre –a ogni età- i figli dopo la separazione tendono a recuperare presto (e spesso a migliorare) il rapporto con l’uno e l’altro genitore ormai divisi.

Va bene, dirai tu, ma cosa mi accadrà se mi separo?

La sensazione che più spesso ci comunicano i nostri assistiti (uomini o donne che siano) è quella di una ritrovata tranquillità. Certo, vivere da soli è per certi versi più impegnativo di quanto non fosse farlo in coppia; ma si tratta per lo più di difficoltà pratiche, di un idraulico in più da cercare o di una nuova bolletta a cui badare. Ciò che conta è ben altro.

E la tranquillità interiore si recupera assai prima se –come sempre nel nostro studio cerchiamo di fare- ci si separa con un accordo equilibrato e raggiunto in tempi rapidi. Ancor meglio se, come ormai da qualche anno siamo in grado di assicurare ai nostri assistiti, l’accordo viene raggiunto e firmato direttamente nel nostro studio, nel giro di pochi giorni e senza udienze in tribunale.

Perciò… rifletti con calma, ascolta bene quello che il tuo io interiore ti sta dicendo; e se alla fine avrai capito che il momento di separarsi è davvero arrivato, noi saremo pronti ad assisterti per farlo nel modo migliore.

Buona estate.
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“Due Giorni Dopo” – Torna in scena un nostro piccolo classico

Ben ritrovati, amici!

Sabato 8/7/2017, alle ore 21 (precise!) torna in scena (e selezionato in concorso) un nostro piccolo classico, “Due giorni dopo”, corto brillante già finalista a ‘Schegge d’Autore’ 2006 e ‘Frammenti’ 2006, in un nuovo allestimento e con un nuovo cast!

Selezionato per il Concorso Corti Teatrali del Piccolo Teatro di Pietralata.

Interpreti: Sara Calanna e Armando Puccio – Regia: Sara Calanna

Dove?

Piccolo teatro di Pietralata

via della Stellaria 7, 00158 Roma

Un nuovo servizio per voi: appuntamenti in studio dalle ore 8:30!

Va bene, siamo noi i primi aorologio dirlo: andare dall’avvocato non è in cima alla lista delle attività piacevoli.
Purtroppo almeno in Italia è raro che si vada dal proprio legale prima che un problema sorga; più spesso si corre da lui nella speranza di poter porre rimedio a una situazione già complicata, sicché è difficile che lo si faccia col sorriso.
A ciò si aggiunga che molto spesso, forse troppo spesso, gli studi legali non sono organizzati in funzione del migliore attenzione al cliente che si presenta in studio; certo ogni avvocato dedica al suo assistito la massima diligenza professionale, ma dal punto di vista logistico frequentemente i clienti si ritrovano a dover affrontare lunghe attese in anticamera, finendo col perdere (considerato anche il tempo necessario per il tragitto) anche mezza giornata per parlare coi loro difensori.

Il nostro studio per la verità è sempre attento a pianificare gli appuntamenti studio in modo da minimizzare o addirittura annullare i tempi di attesa del cliente; praticamente sempre, salvo rarissime eccezioni, il nostro assistito entra nella nostra sede e viene immediatamente ricevuto dal suo legale di fiducia.
Resta pur sempre il problema degli orari. Gli studi legali tradizionalmente ricevono solo nel pomeriggio e per di più dopo una certa ora (qui a Roma ad esempio raramente si riceve prima delle 16:00).

Abbiamo deciso di assicurare  ai nostri assistiti la possibilità di essere ricevuti ogni giorno in studio a partire dalle ore 8:30 del mattino.

Da questo punto di vista, organizzare una fascia d’appuntamenti a inizio giornata può rappresentare per molti clienti una piacevole alternativa, permettendo loro di affrontare subito la discussione relativa all’argomento che in quel momento sta più a cuore e quindi, ottenute dal proprio avvocato le risposte di cui si aveva bisogno, di essere liberi di affrontare un’intera giornata con animo più sgombro.
Proprio per questo -compatibilmente con le necessità legate alla presenza in tribunale degli avvocati dello studio- abbiamo deciso di assicurare  ai nostri assistiti la possibilità di essere ricevuti ogni giorno in studio a partire addirittura dalle ore 8:30 del mattino.
Durante la fase iniziale di sperimentazione abbiamo ricevuto conferma dagli interessati della bontà di questa scelta e dunque abbiamo deciso di renderla “istituzionale”.

Allora cosa aspettate? Prenotate subito la vostra consulenza mattutina in studio chiamando il numero 0656320610 o inviando una mail a spinozziecalanna @ tiscali.it per poter affrontare con animo sgombro la vostra giornata! 🙂

PS: ovviamente restiamo a vostra disposizione per i vostri appuntamenti in studio anche in altri orari 😉

10 RISPOSTE SU COME OTTENERE IL MANTENIMENTO DAL CONIUGE CHE NON PAGA

cofanetto vuoto con fede

In un recente commento a questo precedente articolo una nostra lettrice poneva diverse questioni in tema di assegno di mantenimento e di suo mancato pagamento; l’argomento in realtà interessa molti, sicché abbiamo deciso di dedicargli un articolo apposito sul sito, con un taglio assai pratico (per ‘non addetti ai lavori’) e –si spera- chiaro (domanda/risposta).
Siete invitati a commentare (e volendo a condividere liberamente l’articolo, citando ovviamente la fonte con un link).

Diteci anche se vi piacciono articoli scritti così (così sapremo se scriverne ancora di questo tipo).

1-  Mio marito / moglie non mi paga più il mantenimento. Può farlo?

No. Non senza un provvedimento del tribunale che modifichi le condizioni fino ad oggi presenti.

2-  E se non mi paga, pur essendovi tenuto e avendone la possibilità?

In caso di mancato pagamento, su richiesta dell’interessato/a, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di essa venga versata direttamente agli aventi diritto.

Esempio classico: si può ottenere di farsi versare il mantenimento direttamente dal datore di lavoro del coniuge ‘pigro’.

3-  E se ufficialmente il coniuge risulta disoccupato?

Non conta (solo) quello che risulta ufficialmente, ma vale il reddito effettivo della persona, dichiarato o meno che sia.
E’ sempre possibile, in corso di causa, ricostruire tramite un bravo avvocato matrimonialista le prove dell’esistenza di redditi non dichiarati e richiedere accertamenti di polizia tributaria sui redditi e sui beni oggetto della contestazione, anche se intestati a soggetti diversi (i cd. prestanome: di solito parenti, amici o… nuovi amori).

Accertamenti e ricerche sono possibili anche in momenti successivi alla causa; costano (in misura variabile) ma spesso ci danno elementi ottimi per aggredire beni ‘nascosti’.

Anche qui, un avvocato esperto aiuta.

4-  Posso denunciarlo/a se non paga il mantenimento?

In generale, si prevede il reato (art.570 cp -Violazione degli obblighi di assistenza familiare) per cui:

“Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla patria potestà, o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 103 a euro 1.032. (…)”

Perciò di sicuro si può denunciare chi non paga: però il risultato finale (massimo) sarà una condanna penale, non un pagamento effettivo di somme.

5-  Ho diritto agli arretrati?

Certamente sì. Si risponde dei debiti coi propri beni presenti e futuri, perciò chi non paga ora pagherà (e cogli interessi). Non si dimentichi poi il diritto all’aggiornamento ISTAT dell’assegno.

6-  Si prescrivono i crediti per alimenti / mantenimento?

Sì. Vanno richiesti entro cinque anni (ad es. nel maggio ’13 posso richiedere gli arretrati risalenti fino al maggio 2008). Con alcune precisazioni:

– la prescrizione va eccepita da chi doveva pagare (altrimenti non scatta automaticamente);
– se si è ricevuto il pagamento di un debito prescritto il denaro non va restituito;
– comunque basta una semplice richiesta scritta arrivata all’interessato/a entro i cinque anni (una raccomandata a/r o una PEC) per azzerare il periodo trascorso e far ripartire altri cinque anni.

Chiedete perciò sempre per iscritto!

7-  Posso fargli/le  vendere la casa, l’auto, la barca etc.?

Sì. Le procedure per farlo ci sono, costano e non sono brevi ma se il bene vale alla fine si recuperano anche le spese del procedimento.

8-  Posso ipotecare la sua casa / ufficio / terreno?

Sì. Posso far mettere un’ipoteca sugl’immobili di proprietà dell’inadempiente, e dura vent’anni.

9-  E se si tratta di beni cointestati con altra persona?

Non cambia, si possono sempre ipotecare e/o far vendere anche beni cointestati, con procedure apposite che un avvocato esperto ben conosce.

10-  Non ho i soldi per pagarmi un avvocato.

A questo risponde un nostro video ‘classico; però alla luce delle intervenute modifiche legislative vi sono ora dubbi sulla praticabilità del patto di quota lite (il resto del discorso conserva la sua validità).

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[L’immagine è di  icronticprime (cc) ]

 

VECCHIE TARIFFE… DA COGLIERE AL VOLO!

sedeAncora Buon Anno a tutti e ben ritrovati nel 2013.
L’anno passato è stato duro per molti; e non ci sono -a sentire gli esperti- grandi prospettive di rilancio anche per i prossimi mesi.
D’altra parte chi ha problemi legali non può aspettare che le cose migliorino; l’esigenza di tutelarsi è prioritaria.
Per questo abbiamo deciso -sicuri che apprezzerete- di prorogare ancora FINO ALLA FINE DI QUESTO MESE LE NOSTRE TARIFFE 2011-2012 per tutti coloro che prenoteranno una consulenza o ci affideranno un incarico professionale ENTRO IL 31/1/2013.
A chi avesse bisogno di un parere o di un’assistenza legale dunque consigliamo di non aspettare: ci contatti ora (dal sito – http://www.spinozziecalanna.it/home/per-contattarci – via mail – mailto:info@spinozziecalanna.it – o chiamando 0656320610) per riservare una consulenza professionale, dedicata: in un incontro riservato presso il nostro studio potrà raccontarci la sua vicenda e ricevere un’approfondita analisi del suo caso.
Chiarirà con noi in modo completo i suoi dubbi e avrà anche sicure indicazioni pratiche sulle cose da fare (e non fare!) per tutelare al massimo i suoi diritti.

STAI PENSANDO DI SEPARARTI…


 …e forse ne hai già parlato con un amico – o un’amica; oppure, in silenzio, hai cercato di capirne qualcosa in più, prestando ascolto ai racconti più diversi sulle separazioni di parenti o conoscenti; magari hai anche letto di tutto (e il contrario di tutto) in internet.

La tua incertezza -anziché sparire- è aumentata.

Le leggende metropolitane, al riguardo, sono molte (di alcune parliamo qui).

E ogni caso è per forza di cose diverso dagli altri, perciò quel che è (stato) vero per altri può non essere affatto vero per te.

A te ora serve chiarezza.

Hai bisogno di sapere come stanno davvero le cose: cosa effettivamente prevede la legge per il tuo caso, cosa succede poi nella pratica concreta del Tribunale, cosa puoi e devi aspettarti dal momento in cui prendi effettivamente l’iniziativa, e quali saranno i tuoi diritti (e doveri) da allora in poi.

E’ proprio questo il momento in cui ti serve parlare con un avvocato esperto, che abbia pratica vera di questo tipo di situazioni e procedimenti.

Contàttaci ora (dal sito, via mail o chiamando 0656320610) per riservare una consulenza professionale, dedicata solo a te: in un incontro riservato presso il nostro studio potrai raccontarci la tua vicenda matrimoniale e ricevere un’approfondita analisi del tuo caso. Chiarirai con noi in modo completo i tuoi dubbi e ti daremo anche sicure indicazioni pratiche sulle cose da fare (e non fare!) per tutelare al massimo i tuoi diritti.

Al termine di questo incontro, di sicuro avrai le idee chiare su tutto e potrai meglio valutare il da farsi.

Nessuno, al di fuori degli avvocati di questo studio, saprà nulla di questo incontro (la riservatezza è un nostro dovere e una nostra priorità); e nessuno degli avvocati con cui parlerai ti forzerà mai a intraprendere nulla.

Sarai tu –quando vorrai- a decidere in piena libertà se dare effettivo avvio alla tua separazione; sappiamo bene che si tratta di scelte personalissime, che nessuno di noi si permetterà di giudicare.

[Non temere, la consulenza avrà un costo chiaro, limitato e senza sorprese, che ti verrà comunicato all’atto della richiesta (non impegnativa) di prenotazione.]

SE INVECE HAI GIA’ DECISO DI SEPARARTI…

…l’incontro coi nostri avvocati servirà non solo per analizzare a fondo il tuo caso ma anche per impostare da subito l’azione da intraprendere per arrivare -prima possibile e limitando costi e tempi- alla separazione di cui hai bisogno.

Permettici di chiarirti come pensiamo debba essere un avvocato che tratta separazioni e divorzi.

Molte persone, forse anche fuorviate da cinema e fiction ben poco realistici, si rivolgono all’avvocato sperando d’incontrare (e ingaggiare) qualcuno che assomigli a un attore tragico, o a un ‘vendicatore’. Nella realtà, un avvocato che urlasse in udienza non avrebbe altro risultato che quello d’indisporre il giudice; e un legale  inutilmente bellicoso e persecutorio con la controparte solo per compiacere il proprio cliente non ti sarebbe affatto utile, giacché la magra soddisfazione di turbare il sonno del tuo coniuge la pagheresti con anni di cause sfibranti (e assai costose).

A te invece serve un professionista serio e preparato, che ti consigli al meglio  per avere (o conservare) tutto quel che ti spetta, si sforzi di raggiungere –prima possibile- un accordo che ti tuteli al massimo e ti permetta di uscire presto da una situazione che non sei più in grado di sopportare.

Sia chiaro: non temiamo le cause e siamo ben… allenati e preparati a sostenerle tutte le volte che sia necessario. Siamo fermissimi nella difesa dei tuoi diritti (come coniuge e come genitore); ma non siamo litigiosi per il solo gusto di esserlo.

L’avvocato che meglio fa i tuoi interessi è quello che ti permette di cominciare da subito a guardare avanti.

Contàttaci ora (dal sito, via mail o chiamando 0656320610).

Noi penseremo a tutelarti e tu potrai dedicarti a cominciare subito la tua nuova vita.

Esami diagnostici sbagliati o insufficienti? Si possono chiedere i danni

Non tutti sanno che (in gravidanza e non solo) accertamenti diagnostici effettuati in modo superficiale e/o incompleto possono determinare responsabilità professionale del medico.

In tali casi, è indispensabile chiedere il giusto risarcimento, anche per assicurare ai danneggiati risorse sufficienti a far fronte alle inevitabili future necessità.

La richiesta di danni può essere avanzata entro dieci anni di tempo dal fatto.

Segnaliamo in proposito questa interessante sentenza (che peraltro ripropone tesi già affermate in altre recenti sentenze) per cui il medico (e la struttura) che non svolgono tutte le necessarie indagini sul feto rispondono (per danni) nel caso di nascita di un bimbo affetto da sindrome di Down.

Se avete bisogno di assistenza per un caso di questo genere, non esitate a contattarci  cliccando QUI.

 

 

(Per la segnalazione della sentenza si ringrazia Diritto e Giustizia – l’immagine è di  .:elNico:. CC)

 

Come capire se è davvero giunto il momento di separarsi.


Nel corso dei molti anni di pratica come avvocati matrimonialisti c’è capitato di osservare come vi siano alcuni periodi dell’anno nei quali la richiesta di appuntamenti per l’avvio di una separazione si fa molto più pressante: in particolare questo accade all’inizio e alla fine del periodo estivo e immediatamente dopo le vacanze natalizie.

Perché questo accada a è facile intuirlo: sono questi i periodi in cui le coppie passano più tempo insieme, hanno maggior occasione di confrontarsi (e di scontrarsi) e dunque maturano con più facilità reciproci sentimenti di esasperazione.

In alcuni casi poi è già presente una relazione extraconiugale, con la quale il coniuge implicato finisce col fare i conti proprio in queste occasioni, sia per l’accresciuto senso di estraneità nei confronti della compagna o del compagno “ufficiale” sia anche perché la persona con cui viene intrattenuta tale relazione fatalmente comincia col tempo a pretendere maggior attenzione per sé -e dunque anche una condivisione almeno parziale del periodo vacanziero.

Ecco dunque che facilmente (all’inizio o alla fine di tali periodi) si finisce davanti a un avvocato, per assumere informazioni sul funzionamento della separazione, sulle cautele da osservare nei confronti del coniuge e via dicendo.

Non sono pochi i casi però in cui la persona che riceviamo nel nostro studio è in realtà assai incerta sul da farsi, al punto da attendersi quasi che l’avvocato rompa gl’indugi e prenda egli stesso l’iniziativa di avviare senz’altro un procedimento per separazione.

Guai all’avvocato che assecondasse una simile aspettativa.

Quel che personalmente riteniamo di fare in casi del genere, pur non trascurando di dare una completa informazione di carattere professionale sul funzionamento e sulle implicazioni della fine di una convivenza coniugale, è principalmente il far riflettere a fondo il nostro assistito sulla reale natura dei propri sentimenti.

Perché è questo il punto nodale: la moglie o il marito che sta meditando di separarsi deve fare un approfondito esame di coscienza,

la moglie o il marito che sta meditando di separarsi deve fare un approfondito esame di coscienza

indagando in modo sincero le proprie più intime sensazioni.

Solo il diretto interessato infatti sa nel profondo se voglia o meno continuare a credere e a lottare per il suo rapporto matrimoniale oppure se sia ormai talmente stanco, sfiduciato o per converso esasperato e adirato da non volerne più sapere nulla.

La rozza metafora che a volte adoperiamo per aiutare il nostro cliente a riflettere e capire se sia arrivato davvero il momento di separarsi è quella della vecchia automobile di famiglia, che ci ha trasportato e assistito fin qui ma ora ha bisogno, visto il chilometraggio raggiunto, di una costosa manutenzione straordinaria.

Con quali sentimenti pensiamo a questa nostra automobile?

Vediamo in lei l’auto a cui siamo tanto affezionati e che non vorremmo mai dare via?

Oppure solo un vecchio catorcio del quale non vediamo l’ora di disfarci?

Nel primo caso sarà opportuno che, prima di pensare a una separazione, esploriamo fino in fondo ogni possibilità di recupero del proprio rapporto matrimoniale, con l’altro coniuge e magari anche con l’aiuto di un qualificato terapeuta di coppia.

Nel secondo caso invece siamo ormai pronti per dare incarico al nostro avvocato per l’avvio del procedimento di separazione.

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[L’immagine è di Donna62, CC]

 

 

 

Anche nel 2012… siamo avvocati convenzionati Family Card!

Come forse ricorderete, già in precedenza, per venire incontro a  chi vive situazioni economicamente difficili, avevamo con piacere aderito alla convenzione proposta dalla Provincia di Roma.

 

La situazione generale del Paese, a voler essere ottimisti… non è migliorata.

 

 

E allora ci è sembrato doveroso, in risposta alla richiesta della Provincia di Roma,  rinnovare senz’altro la convenzione a suo tempo stipulata e dunque continuare a offrire condizioni di favore ai titolari di Family Card.

 

[Se anche non dovesse servirvi per risparmiare qualcosa sulle spese legali, vi consiglio di dare un’occhiata a tutte le altre attività che aderiscono all’iniziativa; c’è davvero la possibilità di risparmiare praticamente in tutto ciò che una famiglia (volente o nolente) si trova a spendere.]

CHI PUO’ RICHIEDERLA?

La FAMILY CARD (anche nel 2012) è UNA TESSERA GRATUITA riservata alle famiglie residenti nel territorio della Provincia di Roma composte da:

  • uno/due genitori e due figli con reddito familiare annuale fino a € 40.000;
  • uno/due genitori e tre figli con reddito familiare annuale fino a €  50.000; dopo il terzo figlio, per ogni figlio in più, il tetto di reddito annuale familiare aumenta di € 5.000.
  • persone ultra 65enni con reddito annuale fino a € 15.000;
  • persone non autosufficienti a carico del nucleo familiare con reddito fino a € 50.000.

Ogni tessera è nominativa, per essere utilizzata va esibita assieme ad un documento di riconoscimento ed è valida fino al 31 dicembre.

Se volete saperne di più sulla card potete scaricare il depliant ufficiale e visitare la http://www.provincia.roma.it/news/family-card-sconti-e-agevolazioni-le-famiglie, dove si spiega anche come richiederla.

L’elenco completo delle attività che hanno aderito alla convenzione potete trovarlo QUI (ci sono anche supermercati, farmacie, librerie etc.).

The Free Dictionary: v intr aderire 1 combaciare unirsi essere strettamente unito ***I pezzi aderiscono perfettamente.