Ti spettano 250 euro… ma sbrìgati!

Sei un nostro assistito/a?

Ti sei separato/a o divorziato/a con noi sottoscrivendo un accordo di negoziazione assistita nel nostro studio?

Ebbene… ti spettano 250 euro sotto forma di  credito di imposta.

Hai conservato la tua fattura, vero? Ebbene (come già spiegammo in sede di firma) puoi richiedere che ti venga riconosciuto questo credito, fino a un massimo di €250 (anche nel caso, probabile, che tu abbia speso una cifra superiore… ma è già qualcosa, visto che la regola per i privati è quella di non poter recuperare in nessun modo le spese di assistenza legale stragiudiziale).

L’art. 21-bis del d.l. n. 83/2015 prevede infatti che possono presentare domanda per il riconoscimento di credito d’imposta, commisurato al compenso e sino alla concorrenza di 250 euro, le parti che hanno corrisposto, nell’anno precedente la presentazione della domanda, ai sensi del d.l. n.132/2014, un compenso agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita (Capo II del d.l. 132/2014) concluso con successo o di arbitrato concluso con lodo.

Trovi i riferimenti normativi anche sul sito del Ministero della Giustizia (clicca QUI).

Attenzione però: non potrai sfruttare questo credito in sede di dichiarazione dei redditi se non fai domanda ora per potertelo vedere riconosciuto!  

Le domande  si possono presentare solo dal 10 gennaio al 10 febbraio di ogni anno, con riferimento all’anno solare precedente (dunque 2017).

La presentazione delle domande deve avvenire utilizzando la procedura online,  alla quale puoi accedere cliccando QUI… ma prima regìstrati QUI.

Mi raccomando: non rimandare, restano pochi giorni e la cosa non è per nulla pubblicizzata!

 

Bimbi scomparsi

Il fenomeno dei bimbi scomparsi in Europa è assai diffuso (anche se poco pubblicizzato).

Abbiamo saputo da poco (colpa nostra) dell’esistenza di notfound.org, che ha avuto la bella idea di permettere a ogni sito che lo desideri di trasformare la temuta pagina “non trovato” in un’occasione per diffondere in modo capillare immagini e notizie di questi casi, moltiplicando così le opportunità di un ritrovamento.

Per capirci, cliccate qui per vedere come risulterà essere -da oggi- la nostra “pagina non trovata” (http://www.spinozziecalanna.it/notfound).

Volendo, da oggi, potreste anche… sbagliare apposta 😉 per dare un’occhiata ogni volta a un caso diverso e urgente.

E magari, se avete un sito, considerate d’inserirlo anche voi nella vostra pagina ‘not found’.

 

Dieta vegana? Se i genitori litigano… il giudice ha la ricetta giusta.

Certo, bisognerebbe evitare di dover addirittura arrivare in tribunale per ogni litigio; ma in caso di forte disaccordo su temi importanti (l’alimentazione dei figli rientra tra questi, perché ne condiziona salute e crescita) si può chiedere l’intervento dei giudici.

Questo è appunto il caso segnalato dagli amici di Altalex, che riportano un recentissimo provvedimento del Tribunale di Roma relativo al caso di una madre che aveva imposto al figlio l’adozione del regime alimentare cd vegano, contro la volontà del padre. Ma in difetto di accordo tra i genitori, dice il giudice, non si possono compiere tali scelte radicali in modo unilaterale.

E voi, che ne pensate? Commentate qui sotto e fatecelo sapere!

La madre non può imporre la dieta vegana al figlio senza il consenso del padre – articolo di Altalex  (in fondo potrete leggere anche il testo completo della decisione) 

 

 

(la foto invece è di Moyan Brenn, cc)

STAI PENSANDO DI SEPARARTI…


 …e forse ne hai già parlato con un amico – o un’amica; oppure, in silenzio, hai cercato di capirne qualcosa in più, prestando ascolto ai racconti più diversi sulle separazioni di parenti o conoscenti; magari hai anche letto di tutto (e il contrario di tutto) in internet.

La tua incertezza -anziché sparire- è aumentata.

Le leggende metropolitane, al riguardo, sono molte (di alcune parliamo qui).

E ogni caso è per forza di cose diverso dagli altri, perciò quel che è (stato) vero per altri può non essere affatto vero per te.

A te ora serve chiarezza.

Hai bisogno di sapere come stanno davvero le cose: cosa effettivamente prevede la legge per il tuo caso, cosa succede poi nella pratica concreta del Tribunale, cosa puoi e devi aspettarti dal momento in cui prendi effettivamente l’iniziativa, e quali saranno i tuoi diritti (e doveri) da allora in poi.

E’ proprio questo il momento in cui ti serve parlare con un avvocato esperto, che abbia pratica vera di questo tipo di situazioni e procedimenti.

Contàttaci ora (dal sito, via mail o chiamando 0656320610) per riservare una consulenza professionale, dedicata solo a te: in un incontro riservato presso il nostro studio potrai raccontarci la tua vicenda matrimoniale e ricevere un’approfondita analisi del tuo caso. Chiarirai con noi in modo completo i tuoi dubbi e ti daremo anche sicure indicazioni pratiche sulle cose da fare (e non fare!) per tutelare al massimo i tuoi diritti.

Al termine di questo incontro, di sicuro avrai le idee chiare su tutto e potrai meglio valutare il da farsi.

Nessuno, al di fuori degli avvocati di questo studio, saprà nulla di questo incontro (la riservatezza è un nostro dovere e una nostra priorità); e nessuno degli avvocati con cui parlerai ti forzerà mai a intraprendere nulla.

Sarai tu –quando vorrai- a decidere in piena libertà se dare effettivo avvio alla tua separazione; sappiamo bene che si tratta di scelte personalissime, che nessuno di noi si permetterà di giudicare.

[Non temere, la consulenza avrà un costo chiaro, limitato e senza sorprese, che ti verrà comunicato all’atto della richiesta (non impegnativa) di prenotazione.]

SE INVECE HAI GIA’ DECISO DI SEPARARTI…

…l’incontro coi nostri avvocati servirà non solo per analizzare a fondo il tuo caso ma anche per impostare da subito l’azione da intraprendere per arrivare -prima possibile e limitando costi e tempi- alla separazione di cui hai bisogno.

Permettici di chiarirti come pensiamo debba essere un avvocato che tratta separazioni e divorzi.

Molte persone, forse anche fuorviate da cinema e fiction ben poco realistici, si rivolgono all’avvocato sperando d’incontrare (e ingaggiare) qualcuno che assomigli a un attore tragico, o a un ‘vendicatore’. Nella realtà, un avvocato che urlasse in udienza non avrebbe altro risultato che quello d’indisporre il giudice; e un legale  inutilmente bellicoso e persecutorio con la controparte solo per compiacere il proprio cliente non ti sarebbe affatto utile, giacché la magra soddisfazione di turbare il sonno del tuo coniuge la pagheresti con anni di cause sfibranti (e assai costose).

A te invece serve un professionista serio e preparato, che ti consigli al meglio  per avere (o conservare) tutto quel che ti spetta, si sforzi di raggiungere –prima possibile- un accordo che ti tuteli al massimo e ti permetta di uscire presto da una situazione che non sei più in grado di sopportare.

Sia chiaro: non temiamo le cause e siamo ben… allenati e preparati a sostenerle tutte le volte che sia necessario. Siamo fermissimi nella difesa dei tuoi diritti (come coniuge e come genitore); ma non siamo litigiosi per il solo gusto di esserlo.

L’avvocato che meglio fa i tuoi interessi è quello che ti permette di cominciare da subito a guardare avanti.

Contàttaci ora (dal sito, via mail o chiamando 0656320610).

Noi penseremo a tutelarti e tu potrai dedicarti a cominciare subito la tua nuova vita.

L’amore è eterno finchè dura. Ma quanto dura un matrimonio?

Circolano (in rete e non) le idee più diverse sulla durata media di un matrimonio; l’idea di molti è che ormai duri davvero poco.

Le cose non stanno del tutto così, e a dircelo è l’ISTAT, che annualmente pubblica le statistiche relative all’andamento delle separazioni dei divorzi in Italia.

L’ultimo rapporto disponibile riguarda i dati 2007, e rileva perciò (anche) i primi dati consistenti sull’affido condiviso.

La durata media dei matrimoni è pari a 14 anni per quelli conclusi in separazione e a 17 anni per le unioni coniugali terminate con la sentenza di divorzio (il che è abbastanza ovvio, visto che tra separazione e divorzio debbono passare almeno tre anni).Il 26,5% delle coppie di coniugi separatisi nel 2007 era sposato da oltre 19 anni. Diminuiscono invece le unioni coniugali terminate in separazione prima del quinto anniversari(16,8%).

L’affidamento condiviso dei figli è stato applicato al 72,1% dei figli affidati nelle separazioni (era il 38,8% nel 2006).

All’atto della separazione i mariti hanno mediamente 44 anni e le mogli 41, mentre al divorzio rispettivamente 46 e 42 anni.

Chi vuole consultare i dati completi li trova qui.

PS: nonostante tutto, anche gli avvocati (noi compresi) continuano a sposarsi.