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SPINOZZI & CALANNA

FINESTRA SUL WEB DI GIOACCHINO MARIA SPINOZZI E SARA CALANNA, AVVOCATI IN ROMA

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Categoria: Responsabilità medica e risarcimento

Semplice, basta dare un’occhiata al nostro video!

;-)

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Siamo giunti alla terza puntata del nostro videocorso pratico “…e io gli chiedo i danni!”.

Oggi vi spieghiamo quanto tempo avete a disposizione per richiedere il risarcimento… e diversi buoni motivi per non aspettare.

Buona visione!


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Eccoci alla pubblicazione della seconda puntata del nostro videocorso pratico “…E IO GLI CHIEDO I DANNI!” sul risarcimento dei danni medici.

Stavolta vi indichiamo cinque cose da fare assolutamente per ottenere il risarcimento… insomma una puntata da non perdere!  ;-)


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Non viviamo un periodo d’oro. L’economia ristagna e le famiglie arrancano.

Anche in simili periodi tuttavia capita di doversi rivolgere a un avvocato, con i costi che ciò comporta.

Abbiamo perciò pensato di venire incontro alle esigenze delle famiglie con maggiori difficoltà aderendo ad una bella iniziativa della Provincia di Roma, quella della Family Carde da oggi -sicuri di farvi cosa gradita- siamo anche noi convenzionati, per offrire condizioni di favore ai tanti titolari di quella tessera.

La FAMILY CARD è riservata alle famiglie residenti nel territorio della Provincia di Roma composte da:

  • uno/due genitori e due figli con reddito familiare annuale fino a € 40.000;
  • uno/due genitori e tre figli con reddito familiare annuale fino a €  50.000; dopo il terzo figlio, per ogni figlio in più, il tetto di reddito annuale familiare aumenta di € 5.000.
  • persone ultra 65enni con reddito annuale fino a € 15.000;
  • persone non autosufficienti a carico del nucleo familiare con reddito fino a € 50.000.

Ogni tessera è nominativa, per essere utilizzata va esibita assieme ad un documento di riconoscimento ed è valida fino al 31 dicembre del 2011.

Se volete saperne di più sulla card potete scaricare il depliant ufficiale e visitare la pagina web della Provincia dedicata alla Family Card, dove si spiega anche come aderire.

L’elenco completo delle attività che hanno aderito alla convenzione potete trovarlo QUI (ci sono anche supermercati, farmacie, librerie etc.).


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Comincia oggi la pubblicazione sul nostro sito di “…E IO GLI CHIEDO I DANNI!”, videocorso pratico per ottenere il risarcimento degli errori medico-sanitari.

Chi cerca risposte ai propri problemi vuole sentir parlare l’avvocato in modo competente ma comprensibile; e non ha bisogno di teorie astratte ma di soluzioni concrete.

Questo videocorso gratuito a puntate ha dunque un’impostazione del tutto pratica; chi lo seguirà se ne renderà presto conto.

Anzi, il consiglio che ti diamo è quello d’iscriverti al sito (o ai nostri feed) o di seguirci su twitter per non perderne nemmeno una.

E naturalmente aspettiamo anche le tue critiche, i tuoi suggerimenti, le tue proposte per nuovi temi.

Partiamo… dall’inizio: come capire se sei vittima di un errore medico.

Buona visione!


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Nel valutare se avviare o meno una ricerca di risarcimento danni nei confronti di un medico, di un ospedale o di una casa di cura, viene spesso da chiedersi… se davvero ne valga la pena.

In particolare, è diffusa l’opinione per cui sia impossibile ottenere –soprattutto dal medico incaricato in giudizio quale CTU (consulente tecnico d’ufficio) del Tribunale- un giudizio negativo nei confronti dei colleghi il cui operato è sottoposto a giudizio.

Ma questo è, semplicemente, un luogo comune senza alcun fondamento.

Esistono per fortuna molti bravi professionisti indipendenti che valutano in modo imparziale l’operato dei loro colleghi e permettono dunque un’analisi obiettiva e libera dei fatti e (se è il caso) la ricostruzione delle responsabilità dei professionisti e /o delle strutture coinvolte; e molti sono ormai i giudizi che si concludono col positivo accoglimento di (fondate) domande che il danneggiato ha svolto attraverso il suo avvocato.

E’ stato da poco diffuso il resoconto di uno studio pilota compiuto dall’Osservato­rio sulla responsabilità del me­dico (Orme) esa­minando 1.900 sentenze del Tri­bunale civile di Roma dal 2001 ai primi tre mesi del 2007.

La percentuale di accoglimento di simili domande sarebbe pari al 60%; un dato già di per sé davvero elevato; e che cresce ancora di più se si considera che nel 40% di rigetti vanno anche conteggiate le cause promosse in modo imprudente, o senza alcun fondato motivo giuridico, o ancora senza prove sufficienti a sostegno.

Un simile dato dimostra tra l’altro come sia altrettanto infondato lo speculare pregiudizio –stavolta diffuso dal lato dei medici- per cui le cause sanitarie portino comunque a un qualche risarcimento per chi ‘si lancia’ in accuse anche del tutto infondate.

GMS

[Se avete voglia di discuterne, non esitate a inserire un commento!]

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