Non viviamo un periodo d’oro. L’economia ristagna e le famiglie arrancano.
Anche in simili periodi tuttavia capita di doversi rivolgere a un avvocato, con i costi che ciò comporta.
Abbiamo perciò pensato di venire incontro alle esigenze delle famiglie con maggiori difficoltà aderendo ad una bella iniziativa della Provincia di Roma, quella della Family Card; e da oggi -sicuri di farvi cosa gradita- siamo anche noi convenzionati, per offrire condizioni di favore ai tanti titolari di quella tessera.
La FAMILY CARD è riservata alle famiglie residenti nel territorio della Provincia di Roma composte da:
Ogni tessera è nominativa, per essere utilizzata va esibita assieme ad un documento di riconoscimento ed è valida fino al 31 dicembre del 2011.
Se volete saperne di più sulla card potete scaricare il depliant ufficiale e visitare la pagina web della Provincia dedicata alla Family Card, dove si spiega anche come aderire.
L’elenco completo delle attività che hanno aderito alla convenzione potete trovarlo QUI (ci sono anche supermercati, farmacie, librerie etc.).
Comincia oggi la pubblicazione sul nostro sito di “…E IO GLI CHIEDO I DANNI!”, videocorso pratico per ottenere il risarcimento degli errori medico-sanitari.
Chi cerca risposte ai propri problemi vuole sentir parlare l’avvocato in modo competente ma comprensibile; e non ha bisogno di teorie astratte ma di soluzioni concrete.
Questo videocorso gratuito a puntate ha dunque un’impostazione del tutto pratica; chi lo seguirà se ne renderà presto conto.
Anzi, il consiglio che ti diamo è quello d’iscriverti al sito (o ai nostri feed) o di seguirci su twitter per non perderne nemmeno una.
E naturalmente aspettiamo anche le tue critiche, i tuoi suggerimenti, le tue proposte per nuovi temi.
Partiamo… dall’inizio: come capire se sei vittima di un errore medico.
Buona visione!
Nel v
alutare se avviare o meno una ricerca di risarcimento danni nei confronti di un medico, di un ospedale o di una casa di cura, viene spesso da chiedersi… se davvero ne valga la pena.
In particolare, è diffusa l’opinione per cui sia impossibile ottenere –soprattutto dal medico incaricato in giudizio quale CTU (consulente tecnico d’ufficio) del Tribunale- un giudizio negativo nei confronti dei colleghi il cui operato è sottoposto a giudizio.
Ma questo è, semplicemente, un luogo comune senza alcun fondamento.
Esistono per fortuna molti bravi professionisti indipendenti che valutano in modo imparziale l’operato dei loro colleghi e permettono dunque un’analisi obiettiva e libera dei fatti e (se è il caso) la ricostruzione delle responsabilità dei professionisti e /o delle strutture coinvolte; e molti sono ormai i giudizi che si concludono col positivo accoglimento di (fondate) domande che il danneggiato ha svolto attraverso il suo avvocato.
E’ stato da poco diffuso il resoconto di uno studio pilota compiuto dall’Osservatorio sulla responsabilità del medico (Orme) esaminando 1.900 sentenze del Tribunale civile di Roma dal 2001 ai primi tre mesi del 2007.
La percentuale di accoglimento di simili domande sarebbe pari al 60%; un dato già di per sé davvero elevato; e che cresce ancora di più se si considera che nel 40% di rigetti vanno anche conteggiate le cause promosse in modo imprudente, o senza alcun fondato motivo giuridico, o ancora senza prove sufficienti a sostegno.
Un simile dato dimostra tra l’altro come sia altrettanto infondato lo speculare pregiudizio –stavolta diffuso dal lato dei medici- per cui le cause sanitarie portino comunque a un qualche risarcimento per chi ‘si lancia’ in accuse anche del tutto infondate.
GMS
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